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Salviamo l’anfiteatro morenico di Cortlys, Gressoney

Salviamo l’anfiteatro morenico di Cortlys, Gressoney
  
  

 


Perché è importante

Con lo scioglimento della neve potrà essere definitivamente aperto il cantiere per la costruzione della centrale idroelettrica di Cortlys, ai piedi del ghiacciaio del Monte Rosa, che devasterà per sempre l’anfiteatro morenico a monte dell’alpe Cortlys.

I sottoscrittori lanciano un appello perché venga impedita la devastazione di uno degli ambienti più pregiati e suggestivi delle Alpi, ricco di elementi naturali che hanno le caratteristiche di geositi (l’anfiteatro morenico, le torbiere, le forre, le rocce montonate). Lo sviluppo delle energie rinnovabili è vitale per l’Italia, ma le sue ragioni vanno bilanciate con quelle del rispetto di ambiente e paesaggio, risorse non rinnovabili e altrettanto strategiche per il Paese.

Il vantaggio economico privato che deriverà dall’opera non è fino a ora mai stato messo a confronto con il sacrificio irreversibile che sarà imposto a un paesaggio maestoso e fragile. Un altro frammento integrante e significativo del patrimonio culturale e naturale nazionale sarà irrimediabilmente perso; una risorsa del turismo e della agricoltura locali sprecata.

La concessione prevede una centrale da 174 Kw. Una centrale di questa potenza ha un ritorno risibile e non è economicamente sostenibile, considerati i costi per costruirla e mantenerla in un sito di alta montagna (oltre i 2000 m) privo di qualsiasi infrastruttura.

La potenza è stata fissata a questo livello nella domanda di concessione con il solo scopo di sottrarre il progetto alla valutazione di impatto ambientale, che sarebbe scattata poco oltre, a 176 Kw. Ma il concessionario aveva ben più ambiziose intenzioni e già pochi giorni dopo il rilascio della concessione, nel settembre del 2009, depositava una domanda per decuplicare l’impianto.

Durante gli ultimi sette anni i cittadini e l’amministrazione di Gressoney La Trinité, i villeggianti, insieme a associazioni ambientaliste e culturali (Legambiente, Fondo Ambiente Italiano, Mountain Wilderness, Club Alpino Italiano, Centro UNESCO di Torino, Associazione Augusta etc.) si sono costantemente opposti alla realizzazione del progetto, con innumerevoli iniziative: civili, culturali e giudiziarie.

In questi stessi sette anni, la concessionaria ha ripetutamente tentato di ampliare il progetto con modifiche parziali e graduali, sempre e comunque mirate a evitare la valutazione di impatto ambientale. Tutti questi tentativi sono stati finora respinti.

Oggi il concessionario da un lato apre in tutta fretta il cantiere, dall’altro, richiesta una variante, ne blocca da mesi con la propria inerzia l’esame, per evitare la valutazione di impatto ambientale che sembra profilarsi all'orizzonte.

Il disegno è chiaro: si inizia a scavare e ad abbattere il bosco. Il piano è quello di ampliare l’impianto e dunque la valutazione di impatto ambientale prima o poi diventerà inevitabile: essa non sarà però condotta sui luoghi perfettamente integri e di estremo pregio di oggi, ma su quelli irreversibilmente compromessi e devastati dal cantiere.

L’apertura del cantiere non ha però l’effetto di demoralizzare chi da tanti anni si batte per la salvaguardia di Cortlys.

È invece inammissibile che si giunga ad aprire un cantiere in un luogo di tale pregio senza valutazione di impatto ambientale, nonostante la richiesta del Comune.

I sottoscrittori chiedono quindi con forza che tutte le autorità responsabili per la tutela dell’ambiente e della compatibilità con essa del progetto di Cortlys se ne facciano carico, anche considerando il grave sovra sfruttamento delle acque del torrente Lys.

Giancarlo Toffolo, presidente del Comitato per la salvaguardia e tutela di Cortlys Gressoney-La-Trinité,
7 maggio 2016

Pubblicata Maggio 7, 2016
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