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Il nostro appello si rivolge a tutti gli europei: L’UE deve offrire un “new deal” alla Gran Bretagna

Il nostro appello si rivolge a tutti gli europei: L’UE deve offrire un “new deal” alla Gran Bretagna
  
  

 


Perché è importante

Il nostro appello si rivolge a tutti gli europei: L’UE deve offrire un “new deal” alla Gran Bretagna

I firmatari sono molto preoccupati per le ripercussioni economiche e politiche della Brexit per Gran Bretagna e UE. Sono convinti che siano stati commessi errori da entrambe le parti, ma che gli unici a pagarne le conseguenze siano i cittadini e le imprese.



Da parte sua, Bruxelles ha trascurato troppo spesso i principi di sussidiarietà e equa condivisione delle responsabilità sanciti dal Trattato di Lisbona, contribuendo così alla nascita del referendum. Alla Gran Bretagna è stata negata una più estesa competenza di gestione a livello nazionale in materia di immigrazione. Questo ha fortemente influenzato l’esito del referendum.



In Gran Bretagna i fautori della Brexit hanno completamente sbagliato le previsioni in campo economico. Coloro che hanno votato per rimanere nell’UE non sono riusciti a comunicare in modo efficace i vantaggi di appartenere all’UE attraverso un mercato unico o programmi di ricerca comuni.



L’andamento delle trattative fino ad adesso ha dimostrato che entrambe le parti hanno sottovalutato la complessità di un’uscita dalla UE. Inoltre, in assenza di una ulteriore partecipazione britannica al mercato comunitario, sembra anche impossibile mantenere i confini aperti tra Irlanda e Irlanda del Nord. Dietro a questa situazione si nascondono gravi rischi per la convivenza pacifica sull’isola.



La possibilità di rimandare l’uscita non cambierebbe niente, e la Brexit porterebbe comunque a una situazione svantaggiosa per l’UE e la Gran Bretagna. Oggi più che mai, gli organi UE hanno bisogno del voto pragmatico britannico per equilibrare i fautori della centralizzazione, socializzazione e armonizzazione. È per questo motivo che chiediamo di evitare un possibile scontro fatale: ci appelliamo a politici, aziende e cittadini per fermare la Brexit, ma soprattutto una tragedia di portata storica!



Anche Donald Tusk, Presidente del Consiglio Europeo, ha aperto a una possibilità di “No Brexit” il 24 ottobre 2017. Chiediamo pertanto che il Consiglio Europeo e la Commissione si rendano conto della propria responsabilità in tale situazione e offrano alla Gran Bretagna un “new deal” che proponga alla Gran Bretagna una più ampia responsabilità direttain materia di gestione dell’immigrazione. I firmatari auspicano inoltre che anche altri governi europei cambino il loro punto di vista su questo tema così delicato dopo il referendum.



Il nostro appello va a Londra, affinché si riconosca che sono state ampiamente sottovalutate sia la complessità della Brexit, sia le conseguenze economiche e politiche. Con il “new deal” concesso dall’UE, la Gran Bretagna potrebbe rivendicare di avere ottenuto ciò che voleva in partenza.



Tale accordo sarebbe un “new deal“ anche per tutti gli altri Stati membri della UE. I vantaggi sarebbero molteplici: non solo una ulteriore partecipazione britannica alla UE, ma anche una maggiore responsabilità diretta e flessibilità.

Roland Berger, Hans‐Olaf Henkel, Klaus‐Michael Kühne, Michael Rogowski, Manfred Schneider, Hans‐Werner Sinn, Heinrich Weiss

Pubblicata Novembre 20, 2017
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