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Al presidente del Consiglio Matteo Renzi: Privatizzazione della RAI e abolizione del canone televisivo

Al presidente del Consiglio Matteo Renzi: Privatizzazione della RAI e abolizione del canone televisivo

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Questa petizione è stata creata da Partito Liberale Italiano P. e potrebbe non rappresentare il punto di vista della comunità di Avaaz.
Partito Liberale Italiano P.
ha lanciato questa petizione diretta a:
Al presidente del Consiglio Matteo Renzi

Privatizzazione della RAI e abolizione del canone televisivo

Premesso che:

Gli iscritti al Partito Liberale Italiano,
trovano indispensabile ridurre le imposte ai cittadini italiani perennemente vessati da uno Stato tassatore che spreme in continuazione i contribuenti e fornisce scarsi e scadenti servizi al Paese.

considerando che:

Il canone Rai resta una tassa iniqua socialmente e territorialmente. Socialmente, in quanto colpisce tutte le fasce di reddito, quindi il pensionato contribuisce a pagare sia gli stipendi dei dipendenti che i megacompensi alle star in video. Territorialmente, in quanto ampiamente evaso in alcune zone del Paese.

Se è vero che ogni anno arrivano più di trecentomila disdette del canone Rai, è altrettanto vero che queste cifre sono in aumento: 310mila nel 2010, 328mila nel 2011, 357mila nel 2012.
Pare inoltre che l'evasione del canone sia stimato dalla RAI in un 27%, con un mancato introito valutato in 500 milioni di euro l'anno.

Nonostante venga raccolta e fornita pubblicità a pagamento la tv di Stato non riesce a gestire i suoi costi (e i tanti sprechi) che per essere compensati sono a CARICO dei cittadini Italiani.

Ovviamente mettendo in comparazione il colosso pubblico con quello privato presente nel Paese ci sorgono alcune domande evidenti.
1)Come mai Mediaset riesce ad essere il secondo gruppo televisivo privato d'Europa e sopravvivere senza nessun canone?
2)Come mai Mediaset riesce ad essere competitiva sul mercato internazionale fornendo un servizio gratuito mentre la Radiotelevisione Italiana no?
3)Sarà perché ha circa 6.400 dipendenti rispetto ai quasi 11.000 della RAI?
4)Come mai il gruppo Mediaset riesce a creare un fatturato annuale attorno ai 4 miliardi mentre la RAI si ferma ai soli 2,7 miliardi? (anno di riferimento 2012)

Se crede, le possiamo fornire in parte la risposta in termine di cifre!
La TV di Stato ha il doppio dei dipendenti Mediaset ma produce la metà del fatturato. E' quindi colpa della qualità dei dipendenti, dei troppi dipendenti, dei manager o dalla sommatoria di tutte queste situazioni?
Non volendo mantenere questo carrozzone pubblico non ci interessa saperne il reale motivo o le solite scuse e giustificazioni di rito, ma possiamo farci delle idee in merito.

Le ricordiamo che i cittadini italiani hanno pagato e di fatto "coperto" con il loro Canone ( i loro risparmi e/o le loro pensioni )"la perdita" di € 244,6 milioni (€ 245,7 milioni) dell’esercizio 2012.
Lei potrebbe risponderci di guardare anche il bilancio 2013 che ha visto il ritorno all’utile del Gruppo Rai, con un risultato netto positivo pari a € 5,3 milioni (€ 4,3 milioni per Rai SpA).

Leggendo il bilancio desumiamo soltanto che il miglioramento 2013 è dovuto alla vendita di beni immobili della Rai e non da miglioramenti effettivi della azienda nel recupero di denaro tramite pubblicità o nei tagli di sprechi di gestione.

Ci viene quindi spontanea una ulteriore domanda da porle.

Che cosa accadrà quando non sarà più possibile fare questo tipo di operazioni per coprire in parte le future perdite di esercizio?
Una cosa è certa, nell'immediato futuro ricominceranno le forti perdite e il relativo spreco e sperpero di denaro pubblico!

Una cosa è certa ed è inconfutabile, gli italiani sono costretti a versare annualmente questa imposta iniqua che negli ultimi anni ha portato un profitto per la televisione di Stato stimabile in circa 1800 milioni di euro che impoverisce e svuota ulteriormente le tasche dei contribuenti.

Le ricordiamo inoltre che lettura del bilancio della RAI, è formato dalla somma di più bilanci, tanti quanti sono le società facenti parte del gruppo.
Le facciamo notare un esempio di una certa entità:
Il totale dei dipendenti in forza nel 2012 è stato di circa 11.000 unità, 280 unità in più rispetto all’esercizio precedente di cui:
circa n. 580 dirigenti (numero sproporzionato ovvero 1 dirigente ogni 18 unità lavorative); circa n. 1.400 giornalisti.
A tutto ciò si aggiungono circa 500 contratti a tempo determinato, che nel 2013 sono stati quasi tutti trasformati a tempo indeterminato.
Sempre nel 2013, sono stati attuati piani volti all’incentivazione di esodo per circa 700 dipendenti, che per alcuni anni graveranno sui conti economici, ovvero in parole semplici saranno pagati dai cittadini italiani. Quindi, se da una parte le unità lavorative diminuiscono, con aggravio di costo per incentivare i lavoratori a tale scelta, dall’altra si trasformano contratti a tempo determinato in indeterminato, che a loro volta genereranno costi in sostituzione di quelli precedenti.
Pertanto, pur diminuendo il numero dei dipendenti, i costi da sostenere saranno più elevati per alcuni anni, ovvero sino al pagamento degli incentivi concordati con gli ex-dipendenti.
Il conto di tale politica ovviamente sarà a carico di tutti noi.

In un momento, come indicato nella relazione della gestione che accompagna il bilancio d’esercizio 2013, di flessione del fatturato, causa i minori introiti derivanti dalla pubblicità, è lecito chiedersi a cosa servono circa 11.000 dipendenti, se si continuano a generare perdite d’esercizio per centinaia di milioni annui oramai da molti anni.

Inoltre, leggendo pagina 92 del bilancio 2012 è riportato il "Conto Economico e i Costi della Produzione". Un'azienda che incassa 2.683,991 milioni, con un organico di quasi 11.000 dipendenti per un costo 922 mil., spende "per consumi di beni e servizi esterni" 1.612,6 milioni (Il 60% dei ricavi).
Secondo lei è una buona gestione del denaro pubblico?
A chi sono destinati questi soldi dei contribuenti?
Perchè non vengono utilizzate professionalità interne al posto di costosi e osceni format esterni?
Nel bilancio mancano i nomi delle società che incassano 1.612,6 milioni di euro da una società pubblica. Crediamo quindi che i cittadini abbiano il diritto di conoscerli e per la RAI il dovere di comunicarli nel prossimo bilancio 2014.

Quindi:
In considerazione del fatto che questa azienda statale come molte altre è un salasso per gli italiani;
che l'Italia è 70esima per la libertà di informazione;
che la televisione di Stato gestisce in maniera risibile la "Par Condicio" anche durante le competizioni politiche a tutti i livelli ( vista la lottizzazione da parte dei grandi partiti come ad esempio il suo)

Il Partito Liberale Italiano (PLI) chiede:
a lei, presidente del Consiglio Matteo Renzi

1) l'immediata privatizzazione della RAI (Radiotelevisione italiana S.p.A.);
2) che con il ricavo stimato tra i 2 e i 2,5 miliardi di euro venga adoperato per diminuire il debito pubblico;
3) l'abolizione del relativo canone televisivo per dare la libertà agli italiani di risparmiare quasi 2 miliardi di euro.

Cordiali Saluti,
Partito Liberale Italiano (PLI)

Pubblicato il: 26 Luglio 2014 (Aggiornata:  14 Aprile 2015)