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No alla vendita delle sedi del Consolato Generale e dell`Istituto di Cultura di Monaco Nein zum Verkauf des Italienischen Generalkonsulats und des Italienischen Kulturinstituts in München

Questa petizione è chiusa
No alla vendita delle sedi del Consolato Generale e dell`Istituto di Cultura di Monaco

Nein zum Verkauf
des Italienischen Generalkonsulats und des Italienischen Kulturinstituts in
München
  
  

 


Perché è importante

DESTINATARI:
Ministro degli Affari Esteri, On. Angelino Alfano; Sottosegretario di Stato, On. Vincenzo Amendola; Rappresentati eletti nella Circoscrizione Estero Europa: On. Mario Caruso, Sen. Aldo Di Biagio, On. Gianni Farina, On. Laura Garavini, On. Guglielmo Picchi On. Alessio Tacconi; Segretario Generale MAECI, Amb. Elisabetta Belloni; DG per la Promozione del Sistema Paese, Amb. Vincenzo De Luca; DG per gli Italiani all`Estero e Politiche migratorie, Amb. Cristina Ravaglia Ambasciata d`Italia a Berlino, Amb. Pietro Benassi Consolato Generale di Monaco di Baviera, Cons. d´Amb. Renato Cianfarani; Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera; Com.it.es. di Monaco di Baviera e Norimberga.

ADRESSATEN: Außenminister Angelino Alfano; Unterstaatssekretär Vincenzo Amendola; Repräsentanten der Wahlkreise im Ausland, Zuständigkeitsbereich Europa: Abgeordneter Mario Caruso, Senator Aldo Di Biagio, Abgeordneter Gianni Farina, Abgeordnete Laura Garavini, Abgeordneter Guglielmo Picchi, Abgeordneter Alessio Tacconi; Botschafterin Elisabetta Belloni, Generalsekretärin des italienischen Außenministeriums MAECI; Botschafter Vincenzo De Luca, GD für die Förderung des Systems des Landes; Dr. Cristina Ravaglia, GD für Italiener im Ausland und Migrationspolitik; Botschafter Pietro Benassi, Italienische Botschaft in Berlin; Generalkonsul Renato Cianfarani, Generalkonsulat München; Italienisches Kulturinstitut München; Com.It.Es. München und Nürnberg

Egregio Signor Ministro, gentili Onorevoli, egregi Signore e Signori,
ci rivolgiamo a tutti Loro, nelle diverse funzioni e competenze, per fare presente la viva contrarietà e l`allarme della collettività italiana circa l`intenzione del Ministero degli Affari Esteri di voler alienare le sedi storiche del Consolato Generale e dell`Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera. Chiediamo ai Responsabili di abbandonare queste intenzioni poiché ciò non procurerebbe un beneficio economico rilevante rispetto alla situazione debitoria dello Stato Italiano, ma getterebbe certamente la Comunità in uno stato di disorientamento. Chiediamo di ripensare invece ai vantaggi e al pregio delle due sedi che garantiscono lo svolgimento delle relazioni diplomatico‐consolari, favoriscono la rappresentanza e la tutela degli interessi dei connazionali in Baviera, le prospettive di rafforzamento dell`interscambio economico, la cura e lo sviluppo delle relazioni culturali, linguistiche e sociali. Non ci sarebbe bisogno di ricordare che lo Stato della Baviera all`interno della Repubblica Federale di Germania è il partner più vicino all`Italia, conta quasi 13 milioni di abitanti (più dell`Austria e della Svizzera), gode di competenze e autonomie vastissime nei campi dell`economia, sicurezza, polizia, cultura, scuola, università e ricerca.
La salvaguardia e la cura in primo luogo della sede del Consolato Generale in Möhlstrasse, nr. 3 è pienamente giustificata e raccomandata per varie ragioni:
‐ nella medesima via hanno sede il Consolato Generale della Federazione Russa, uffici del Consolato Generale Britannico, il Consolato Generale Greco, la Scuola Ebraica e per questo la zona è vigilata stabilmente dalle forze di sicurezza bavaresi; ‐ successivamente alla chiusura del Consolato di Norimberga la sede di Monaco è competente per tutto il territorio della Baviera; ‐ il sistema di prenotazione dei servizi ai connazionali consente di avere un afflusso programmato, del tutto compatibile con l`importante edificio d`epoca; inoltre la raggiungibilità della sede è garantita con facilità dai mezzi pubblici: rete metropolitana, tranviaria e bus;
‐ il prestigioso edificio ha sempre risposto alle esigenze di rappresentanza, di contatto e cura degli interessi e delle necessità della collettività qui residente che conta più di 100.000 cittadini stabili, a cui si aggiungono quelli che, per periodi inferiori, gravitano in Baviera per ragioni turistiche, di studio etc
‐ le sale del Consolato Generale ed anche la disponibilità dell`area adibita a giardino hanno spesso offerto la cornice per eventi e incontri molto apprezzati dalla collettività italiana e tedesca (Festa della Repubblica, eventi musicali, culturali, incontri degli operatori economici, sociali e scolastici);
‐ anche se la funzionalità dei due edifici, in talune circostanze, non risponde pienamente ad ogni esigenza della Comunità, la vendita di questi beni priverebbe la realtà di Monaco di due edifici storici, uno di grande pregio architettonico, l’altro di grande rilievo per la storia della Comunità Italiana a Monaco. Vi sono certamente lavori di adeguamento da effettuare; il restyling (normale dopo anni e anni di utilizzo) potrebbe riguardare le barriere architettoniche, la realizzazione di ascensore, di impianti per il risparmio energetico e di sicurezza; in questo modo l`edificio raggiungerebbe maggiore efficienza e decoro, verrebbe apprezzato lo stile e la capacità dell`Italia di preservare beni architettonici unici;
‐ gli introiti derivanti dalla vendita verrebbero acquisiti dall’erario senza tuttavia permettere l’acquisto di un immobile in grado di rispondere meglio alle reali necessità. Inoltre l`acquisto di una sede altrettanto prestigiosa come quella attuale sarebbe estremamente difficile da reperire e comporterebbe costi aggiuntivi di trasloco, adeguamento e sicurezza.
L`intenzione di alienare la sede dell`Istituto Italiano di Cultura andrebbe del tutto abbandonata per analoghe ragioni esposte relativamente alla sede del Consolato Generale e in ragione di ulteriori motivazioni che qui si espongono:
‐ la sede, dislocata in una delle zone di maggior pregio della città e collegata in modo ottimale, dispone di uffici, biblioteca, sale riunioni, spazio per mostre, aula magna e numerose aule per i corsi di lingua e cultura;
‐ la presente struttura ha consentito per decenni lo svolgimento di manifestazioni per la diffusione della lingua e civiltà italiana, ha legato generazioni di tedeschi alle iniziative culturali in convegni, dibattiti, letture, presentazioni di opere letterarie, musicali, teatrali, dando spazio a voci nuove di intellettuali italiani; ha attirato la presenza di illustri rappresentati della cultura nazionale e delle università;
‐ va ricordato che la sede dell`IIC è stata a suo tempo acquisita con lo sforzo, la passione e il contributo finanziario della comunità italiana e donata da questa allo Stato Italiano, e che sarebbe irrispettoso pensare di ignorare queste circostanze;
‐ infine ci si domanda dove, con quali vantaggi ed a che prezzo sarebbe reperibile una struttura con queste dimensioni e disponibilità. Chiediamo di mantenere le due sedi, di investire quanto necessario per l`adeguamento, sollecitando anche il contributo e la partecipazione di fondi privati di operatori economici locali e di risorse del volontariato più minuto. Dovrebbe essere un onore e un orgoglio favorire tale rinascita e dare agli Italiani in Baviera un nuovo obiettivo e un segnale di partecipazione e di identificazione.

Comitato promotori
: Ing. Pasquale Petti, già Membro delle Camere di ricorso dell`Ufficio europeo dei brevetti; Dr. Daniela Di Benedetto, Presidente del Comites di Monaco; Dr. Tullio Lott, Dirigente scolastico già in servizio a Francoforte, Norimberga e Monaco, Dr. Diego Vanzi, Giornalista, già caporedattore Redazione Ital. Bay. Rundfunk.

Nein zum Verkauf des Italienischen Generalkonsulats und des Italienischen Kulturinstituts in München Warum das wichtig ist

Sehr geehrter Herr Minister, sehr geehrte Abgeordnete, sehr geehrte Damen und Herren,
wir wenden uns an Sie alle in Ihren diversen Funktionen und Zuständigkeiten, um dem Widerspruch und der Alarmiertheit der italienischen Gemeinschaft über den durch das Außenministerium beabsichtigten Verkauf der historischen Gebäude der Sitze des Italienischen Generalkonsulats und des Italienischen Kulturinstituts in München Ausdruck zu verleihen. Wir ersuchen die Verantwortlichen von der beabsichtigten Veräußerung Abstand zu nehmen, da diese keine nennenswerten wirtschaftlichen Vorteile für die Sanierung des italienischen Staatshaushalts mit sich bringt, sondern die hiesige italienische Gemeinschaft mit Sicherheit in einen Zustand der Orientierungslosigkeit versetzen würde. Wir bitten Sie stattdessen darum, die Vorteile und das Renommee der beiden Repräsentanzen zu überdenken, die eine Ausübung der diplomatisch‐konsularischen Beziehungen, die Vertretung und die Wahrung der Interessen der in Bayern lebenden Italiener, den weiteren Ausbau der Handelsbeziehungen, die Pflege und die Erweiterung der kulturellen, sprachlichen und sozialen Beziehungen gewährleisten. Es dürfte selbstverständlich sein, dass der Freistaat Bayern in der Bundesrepublik Deutschland der Italien am nächsten stehende Partner ist: Mit nahezu 13 Millionen Einwohnern (mehr als in Österreich und in der Schweiz) verfügt Bayern über äußerst breit gefächerte Zuständigkeiten und Autonomien in den Bereichen Wirtschaft, Sicherheit, Polizei, Kultur, Schule, Hochschule und Forschung. Die Erhaltung und die Pflege insbesondere des Sitzes des Generalkonsulats in der Möhlstraße 3 ist absolut gerechtfertigt und empfiehlt sich aus mehreren Gründen: ̵ In der gleichen Straße sind das Generalkonsulat der Russischen Föderation, Büros des Britischen Generalkonsulat, das Griechische Generalkonsulat und die Jüdische Schule ansässig, weshalb dieser Bereich unter ständiger Aufsicht der bayerischen Sicherheitskräfte steht; ̵ Nach der Schließung des italienischen Konsulats in Nürnberg ist das Generalkonsulat in München nunmehr für ganz Bayern zuständig; ̵ Das System der automatisierten Terminvergabe für die Inanspruchnahme konsularischer Dienste durch die italienischen Bürger ermöglicht ein überschaubares Besucheraufkommen, das mit der historischen Bausubstanz durchaus vereinbar ist; darüber hinaus ist die Erreichbarkeit des Konsulats durch die gute Anbindung öffentlicher Verkehrsmittel gewährleistet: U‐Bahn, Trambahn und Bus; ̵ Das renommierte Gebäude ist den Anforderungen an eine Vertretung und Anlaufstelle sowie an die Pflege der Interessen und Bedürfnisse der hier lebenden Gemeinschaft mit über 100.000 italienischen Bürgern mit ständigem und vorübergehendem Aufenthalt, bedingt durch Reisen, Studium etc., stets gerecht geworden; ̵ Die Räumlichkeiten des Generalkonsulats und der daran angeschlossene Garten boten oftmals den Rahmen für Veranstaltungen und Treffen, die von der italienischen und deutschen Gemeinschaft gleichermaßen geschätzt wurden (Fest der italienischen Einheit, Konzerte und Kulturveranstaltungen, Begegnungen mit Vertretern aus Wirtschaft, Gesellschaft und Lehre); ̵ Die Haustechnik der beiden Gebäude in einigen Fällen mag zwar nicht sämtliche Ansprüche der italienischen Gemeinschaft in vollem Umfang zu erfüllen, gleichwohl entzöge die Veräußerung dieser Immobilien der Realität der in München ansässigen Italiener zwei historische Gebäude: eines von großem architektonischen Wert, das andere von großer Bedeutung für die Geschichte der Gemeinschaft der Italiener in München. Gewiss, einige Instandhaltungsarbeiten sind durchzuführen; die Renovierung (nach Jahren der Nutzung eine normale Maßnahme) könnte die architektonischen Barrieren, den Einbau eines Aufzugs, energiesparende Maßnahmen und Sicherheitseinrichtungen zum Gegenstand haben; das Gebäude würde dadurch effizienter und attraktiver, und das Ansehen Italiens für seine Verdienste um die Konservierung einzigartiger Architekturgüter gestärkt werden; ̵ Den Erlös aus dem Verkauf würde der Fiskus vereinnahmen, allerdings ohne den Erwerb einer Immobilie zu ermöglichen, die den tatsächlichen Erfordernissen besser gerecht wird. Darüber hinaus wäre der Erwerb eines Sitzes von gleichwertigem Renommee des derzeitigen Gebäudes äußerst schwierig umzusetzen und mit zusätzlichen Kosten für Umzug, Anpassung und Sicherheit verbunden. Der geplante Verkauf des Sitzes des Italienischen Kulturinstituts ist aus ebendiesen für das Generalkonsulat genannten Gründen sowie überdies aus den nachstehend dargestellten Gründen verwerflich: ̵ Der Sitz des Kulturinstituts befindet sich in bester Lage der Stadt München, mit optimaler Verkehrsanbindung, verfügt über Büros, eine Bibliothek, Konferenzräume, Ausstellungsräume, Veranstaltungssaal und mehrere Unterrichtsräume für Sprachkurse und kulturelle Weiterbildungsmaßnahmen; ̵ Die vorhandene Struktur hat über Jahrzehnte hinweg die Organisation von Veranstaltungen zur Verbreitung der italienischen Sprache und Kultur ermöglicht. Mehrere Generationen von Deutschen ist diese Kulturinstitution mit ihren Initiativen in Form von Tagungen, Debatten, Lesungen, Vorstellung italienischer Literatur‐, Musik‐ und Theaterwerke ans Herz gewachsen. Das Italienische Kulturinstitut verleiht jungen Intellektuellen Italiens Gehör und zieht namhafte Vertreter der Kultur‐ und Hochschullandschaft an; ̵ Zu bedenken gilt weiterhin, dass der Sitz des Italienischen Kulturinstituts seinerzeit mit der Kraft, Leidenschaft und finanziellen Unterstützung der italienischen Gemeinschaft erworben und von dieser dem italienischen Staat als Schenkung übertragen wurde. Es wäre respektlos, diesen Umstand außer Acht zu lassen; ̵ Abschließend stellt sich die Frage, wo, zu welchen Vorteilen und zu welchem Preis ein Gebäude dieser Größe und Kapazität zu finden wäre. Wir fordern die Erhaltung beider Strukturen, die notwendigen Investitionen für die Renovierung auch mit Hilfe von Beiträgen und Beteiligungen aus privaten Mitteln lokaler Unternehmen und Ressourcen einzelner Freiwilliger. Es sollte Ehre und Stolz zugleich sein, diese Wirkungsstätte neu zu beleben und den Italienern in Bayern gleichermaßen neues Ziel und Zeichen der Partizipation und Identifikation sein.

Initiatoren
: Ing. Pasquale Petti, ehemaliges Mitglied der Beschwerdekammer des EPA; Dr. Daniela Di Benedetto, Vorsitzende der Com.It.Es München; Dr. Tullio Lott, Schulleiter in Frankfurt, Nürnberg und München, Dr. Diego Vanzi, Journalist, ehemaliger Chefredakteur der Italienischen Redaktion des Bayerischen Rundfunks

(Übersetzung aus dem Italienischen: Suzanne Fischer – München)






Pubblicata Febbraio 23, 2017
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