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La tratta degli schiavi nel Sinai

Presidente ad interim dell'Egitto Adly Mansour, Ministro degli Interni Mohamed Ibrahim e Feldmaresciallo Abdel Fattah el-Sisi:

Siamo cittadini offesi e indignati dall'orrendo traffico di cittadini Eritrei indifesi, e per questo ci rivolgiamo a voi affinché smantelliate immediatamente le organizzazioni che operano sequestri e torture nel deserto del Sinai. Chiediamo inoltre a gran voce che tutti i sopravvissuti ricevano un'adeguata protezione e assistenza. Il mondo non può rimanere in silenzio di fronte a questa atroce schiavitù moderna. Dovete far finire subito tutto questo orrore.

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La tratta degli schiavi nel Sinai

Incinta di 9 mesi e incatenata, Haben* è stata picchiata senza pietà dai suoi torturatori che pretendevano un riscatto di 35mila dollari da suo marito. Ha partorito con delle manette ai polsi, rinchiusa insieme ad altri prigionieri terrorizzati, e tutto quello che c’era per tagliare il cordone ombelicale erano dei pezzi di metallo arrugginiti. E’ inconcepibile che una cosa del genere stia succedendo davvero nel 2014!

Sorprendentemente, Haben è sopravvissuta. Ma lei non è che una sola delle migliaia di persone che dall'Africa Orientale vengono rapite da organizzazioni criminali di trafficanti di esseri umani, per poi essere torturate nel Sinai egiziano fino a che le loro famiglie, disperate, non riescono a pagare riscatti esorbitanti per la loro libertà. Se riusciremo a far vedere ai leader Egiziani che questo assurdo segreto è ormai di dominio pubblico e che sta danneggiando l’immagine turistica del Sinai come “Riviera del Mar Rosso”, potremo costringerli a colpire queste organizzazioni e liberare le persone rapite.

Ogni minuto che questi uomini, donne e bambini passano in prigionia, è un minuto di troppo. Firma subito questa petizione urgente e inoltrala a tutti quelli che conosci. Non appena raggiungeremo il milione di firme, Avaaz scatenerà un enorme attacco mediatico per spingere l’Egitto ad agire. 

*Haben è uno pseudonimo, ma la sua storia è vera.

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