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Avaaz c'è, e va alla grande

Uno sguardo alle cose incredibili
che abbiamo fatto nel 2018


C'è tanta sofferenza nel mondo, ma Avaaz c'è e sta andando alla grande, difendendo la democrazia, i diritti umani e quelli degli animali, l'ambiente e il clima!

Prima di leggere qui sotto delle vittorie degli ultimi mesi, guarda questa foto di Mateo, riunito con la sua famiglia: non aveva neanche un anno quando la polizia di frontiera di Trump l'ha strappato ai genitori rinchiudendolo per mesi. Riesci a immaginare la sua paura?

Mateo family

Ora sono di nuovo insieme grazie al nostro movimento, che finanziando l'intervento di ottimi avvocati ha liberato e ridato speranza a Mateo e a centinaia di bambini come lui.

E non c'è solo la storia di Mateo: stiamo tenendo viva la speranza nei luoghi più cupi per illuminare così il resto del mondo! Guarda che cosa abbiamo fatto tutti assieme solo in questi ultimi mesi!

Stiamo costringendo Facebook a ripulirsi dall'odio e dalle menzogne…

La diffusione dell'odio in rete è una delle peggiori minacce che abbiamo davanti, perché alimenta ovunque la strategia divisiva degli estremisti. Mateo è solo uno tra milioni di vittime. Così, quando il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg è arrivato a Washington per rispondere delle notizie false e dei falsi profili che le diffondono, da tutto il mondo gli abbiamo chiesto di attivarsi contro questa minaccia per le nostre democrazie.

Abbiamo piazzato centinaia di 'replicanti' di Zuckerberg davanti al Congresso americano e siamo finiti in prima pagina sul New York Times e altri 500 giornali e siti in tutto il mondo, dalla CNN al Washington Post fino a Sky e Rai in Italia. Poi abbiamo tenuto decine di incontri con governi, legislatori e dirigenti di Facebook presentando soluzioni reali -- e stiamo già iniziando a vedere progressi!

Facebook Washington

"Ad accogliere Mark Zuckerberg martedì davanti al Congresso americano decine di sagome con la sua immagine e la scritta 'aggiusta fakebook'"

...e abbiamo sconfitto il più grande propagandista di estrema destra al mondo!

Il magnate dei media Rupert Murdoch si sente quasi ogni giorno con Donald Trump. È proprietario di Fox News, la televisione che ha aiutato Trump a vincere e che ha alimentato le politiche inumane di cui anche Mateo è stato vittima. E niente sembrava poterlo fermare quando ha deciso di prendersi anche Sky, la più grande piattaforma televisiva europea -- finché non è intervenuta Avaaz!

"Quando la 21st Century Fox di Rupert Murdoch ha lanciato la sua offerta per le quote restanti di Sky, quasi tutti pensavano che non ci avrebbero messo molto a concludere. Poi però è entrato in campo Avaaz, un gruppo di pressione politica poco conosciuto nei circoli finanziari."
Il sassolino nell'ingranaggio dell'offerta di Murdoch per Sky, Bloomberg

Abbiamo indagato sul suo impero mediatico, fatto arrivare dall'America ex-impiegati di alto profilo per testimoniare, portato in tribunale l'Autorità inglese regolatrice delle telecomunicazioni e fatto emergere gli scandali del magnate su tutti i media. E ora il piano di Murdoch di trasformare Sky in un'altra Fox News per rimodellare la politica europea è andato in frantumi, così come la sua reputazione.

Murdoch

L’offerta di Murdoch per prendersi Sky è andata in pezzi

Siamo arrivati fino in Amazzonia…

Quando il gigante minerario Agnico ha minacciato di colpire il fragile cuore della foresta costruendo un'enorme miniera d'oro, ci siamo schierati con le comunità indigene. Nessuno credeva che l'azienda avrebbe cambiato idea, ma dopo aver inondato la loro sede centrale di lettere e telefonate, in pochi giorni hanno fermato il progetto!

Noi, del Movimento Xingu Vivo Para Sempre, ringraziamo i membri di Avaaz in tutto il mondo!
Antônia Melo, attivista schierata contro la miniera d’oro di Belo Sun

E non è tutto. Pochi giorni fa abbiamo riunito i leader indigeni da ogni angolo dell'Amazzonia in un incontro storico per la creazione di un enorme corridoio di aree protette attraverso tutta la foresta. Un passo da giganti verso l'obiettivo di proteggere metà del Pianeta e fermare la prossima estinzione di massa!

Myanmar refugees

I leader indigeni uniti per proteggere la loro Amazzonia. ⓒ César Martínez / Avaaz

La notizia si è diffusa in tutto il mondo, ne ha parlato persino Leonardo DiCaprio:

White Helmets

"Un momento storico in cui i leader indigeni, che rappresentano centinaia di tribù del bacino amazzonico, rilasciano una dichiarazione per proteggerlo."

Stiamo tenendo viva la lotta al cambiamento climatico…

Immagina di aprire il giornale e trovare la tua faccia a tutta pagina, accanto alla richiesta di smettere di finanziare il combustibile fossile più inquinante al mondo, firmata da oltre 700mila persone! Beh, è così che deve essersi sentito il capo del gigante assicurativo Munich RE quando, nel giorno di un importante incontro di settore, ha aperto il Financial Times e ha trovato la nostra richiesta di lasciare il carbone sottoterra. Centrali e miniere a carbone non possono sopravvivere senza assicurazioni. Ci hanno chiamato e hanno detto: "bella mossa". E cosa è successo poche settimane dopo? Munich RE ha annunciato che inizierà ad abbandonare investimenti e assicurazioni nel carbone!

Poachers

Alcuni avaaziani consegnano a Munich Re la richiesta di abbandonare il carbone. ⓒ Greg McNevin / Europe Beyond Coal

...e intensificando quella per salvare i nostri magnifici elefanti!

Tutto è cominciato con il presentimento che l'avorio "antico" venduto in tutta Europa non fosse affatto antico, e quindi neanche legale. Sapevamo che il commercio legale d’avorio sta portando questi meravigliosi animali verso l'estinzione, così grazie alle donazioni degli avaaziani abbiamo acquistato avorio in tutto il continente e lo abbiamo fatto esaminare dall'Università di Oxford. E così abbiamo scoperto che per tre quarti era illegale, proveniente anche da elefanti uccisi di recente.

EU Politics GIF

Karmenu Vella, il Commissario UE per l'ambiente, riceve la nostra relazione sull'avorio.

La relazione con i risultati, dura e inappellabile, è finita su ogni giornale possibile, dalla BBC a The Guardian fino in Italia alle Iene, La Stampa, Il Fatto Quotidiano e L'Espresso. La notizia ha fatto il giro d'Europa, e quando abbiamo esibito i pezzi d'avorio davanti al suo ufficio, il Commissario UE per l'Ambiente ci ha subito incontrati e si è impegnato a prendere misure per proteggere gli elefanti:

"Il rapporto sull'avorio finanziato dai membri di Avaaz è un contributo molto utile e importante per valutare il modo migliore per proteggere questi magnifici giganti."
Karmenu Vella, Commissario UE per l'Ambiente

E siamo anche in prima linea contro il bracconaggio in Africa! Decine di migliaia di noi hanno donato per addestrare ed equipaggiare 1000 guardie forestali di prim'ordine per proteggere gli straordinari animali del continente. Potrebbe essere davvero un punto di svolta nella lotta ai bracconieri, e guarda cosa ci sarà sulle loro divise...

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Abbiamo dimostrato che anche le vite palestinesi contano...

Quando a maggio l'esercito israeliano ha sparato su centinaia di manifestanti palestinesi disarmati, il mondo si è girato dall’altra parte. Ma non Avaaz, che ha preso posizione per ribadire che anche le vite palestinesi contano. Alla vigilia di un importante incontro dell'UE a Bruxelles, abbiamo raccolto e esposto migliaia di paia di scarpe, una per ogni vittima del conflitto israelo-palestinese. Era impossibile far finta di niente:

Shoes

L'immagine è finita ovunque su giornali e tv e in Palestina è diventata virale, simbolo di un mondo che non li aveva dimenticati. Un mese dopo, abbiamo lanciato una grande campagna e organizzato un incontro tra contadini palestinesi e legislatori irlandesi. Alla fine il senato di Dublino ha approvato una legge rivoluzionaria che vieta l'acquisto di prodotti provenienti da insediamenti israeliani illegali. È il primo paese a farlo e potrebbe rappresentare una svolta INCREDIBILE per la giustizia e un'assunzione di responsabilità... e altri paesi potrebbero presto seguire l’esempio!

...e fatto arrivare la nostra luce anche nei luoghi più oscuri.

Esistono pochi luoghi più disperati di una prigione militare israeliana. È proprio lì che è finita l'adolescente palestinese Ahed, arrestata per aver tenuto testa ai militari. Suo padre era preoccupato a morte. Ma poi ha scritto una lettera alla comunità di Avaaz, insieme abbiamo raccolto 1,7 milioni di firme e abbiamo sostenuto le spese per gli avvocati. Dopo 8 mesi in cella, Ahed è finalmente libera. Eccola mentre riassapora la libertà!

Tase of Freedom! Tase of Freedom!

Ahed assapora il dolce gusto della libertà!

Leggere questa mail tutta di fila mi toglie il respiro. Non solo stiamo vincendo, lo stiamo facendo magnificamente, mantenendo accesa una fiamma di speranza nell’oscurità che ci circonda. Un giorno, passeremo la torcia alle nuove generazioni, a chi lotta per la libertà come Ahed, e poi a bambini come Mateo. Ma prima di allora, ci sono ancora molte sfide da vincere. E grazie a questo incredibile movimento so che ce la faremo, e so che, facendolo, illumineremo il mondo!

- Bert Wander, Avaaz, 31 agosto 2018


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