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Norvegia: non sacrificate il territorio Mapuche

Al Primo Ministro Jonas Gahr Støre, alla Ministra del Commercio e dell'Industria Cecilie Myrseth e a Bente Øverli dell'Autorità Norvegese per i consumatori:

Come cittadini di tutto il mondo, chiediamo di imporre a Statkraft di sospendere immediatamente le sue attività che inonderebbero il territorio Mapuche sul sacro fiume Pilmaiquén e di rispettare i diritti degli indigeni, inclusi i diritti al consenso libero, preventivo e informato, al coinvolgimento trasparente e alla responsabilità.

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Norvegia: non sacrificate il territorio Mapuche

AGGIORNAMENTO. Il 28 agosto, i partner locali di Avaaz hanno confermato che la società statale norvegese Statkraft ha completato il riempimento del bacino idrico nonostante anni di opposizione dei Mapuche e azioni legali in corso. Ma non finisce qui. I leader Mapuche si recheranno presto in Norvegia per chiedere un'indagine e l'accertamento delle responsabilità per le violazioni dei loro diritti e della loro sovranità. Questo è un momento critico! Firma ora e aiuta a rendere le loro voci impossibili da ignorare.

Il gigante energetico norvegese mira a realizzare un progetto idroelettrico nel cuore del territorio più sacro del popolo Mapuche, minacciando di sommergerlo da un momento all'altro.

La guida spirituale più stimata dalla comunità Mapuche, Millaray Huichalaf, spiega che il Pilmaiquén non è semplicemente un fiume, ma una parte integrante del territorio sacro della comunità: un luogo dove da generazioni i Mapuche mantengono un legame profondo con i propri antenati.

Millaray e i Mapuche Williche si oppongono da anni a questo progetto e sono già riusciti a raggiungere un risultato straordinario: obbligare Statkraft a rinunciare a una precedente diga e a restituire le terre ancestrali sottratte.

Ora puntano ancora più in alto, portando la loro battaglia direttamente in Norvegia con un ricorso legale che richiede al governo norvegese di rispettare i propri impegni in materia di diritti umani.

La Statkraft è un’entità interamente statale, quindi la pressione pubblica sui leader norvegesi potrebbe fermare il progetto rendendolo politicamente troppo costoso da portare a termine. Se saremo migliaia a sostenere Machi Millaray oggi, potremo fermare i lavori prima che l'inondazione sia irreversibile. Firma ora!

Immagine: Pablo E. Piovano
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