L'amore non è reato!
Al Presidente dell'Uganda Museveni, al Ministero della Giustizia e degli Affari Costituzionali, ai membri del Parlamento e ai governi donatori:
Sosteniamo Wendy, Diana e tutte le persone che in Uganda sono perseguitate per chi sono e per chi amano. Chiediamo l'immediato proscioglimento di Wendy e Diana da ogni accusa, l'abrogazione delle leggi che puniscono l'amore e l'identità personale e il pieno rispetto della giustizia, dell'equità e dei diritti fondamentali di ogni individuo.
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Wendy e Diana sono libere!! Il 15 luglio, dopo mesi vissuti nella paura, tutte le accuse sono state ritirate. Grazie alla nostra mobilitazione, possono ora tirare un sospiro di sollievo e sognare un futuro insieme. La nostra lotta però non si ferma qui: continueremo a batterci finché non sarà garantito a chiunque, in Uganda e nel resto del mondo, il diritto di amare al sicuro da ogni minaccia!
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Mi chiamo Wendy, ho 23 anni e amo cantare e ballare. Ma più di tutto amo la mia compagna Diana.
Quando ci siamo viste l'ultima volta, ci hanno aggredite. Porto ancora i segni di quelle percosse sulle ginocchia.
L'anno scorso la polizia ha fatto irruzione nella nostra casa, ci ha arrestato e trascinato in un incubo spaventoso, perché in Uganda il nostro amore è punibile con l'ergastolo o, peggio, con la pena di morte.
Ora siamo state rilasciate su cauzione, ma non siamo libere di tornare a casa. Abbiamo meno di una settimana per convincere le autorità a ritirare le accuse prima del processo.
Recentemente, un caso di omosessualità è stato archiviato in seguito all'ondata di sdegno internazionale. Anche nel nostro caso le accuse potrebbero cadere, e la legge potrebbe essere abrogata. Ma non succederà senza i riflettori del mondo puntati su questa vicenda.
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